La bellezza della condivisione, la stanchezza del viaggio,
lo stress della performance, il calore del pubblico, il freddo inaspettato
tutto questo è stato la prima del tour.
Arrivare in ritardo senza aver provato, non conoscere gli
spazi:
- Da dove entro?
- Dove sono le armi?
La tensione del giudizio del pubblico.
Ci capiranno? - Li capiremo?
Un'ansia che invade l'aia.
E come per magia la prima nota del violino rompe il silenzio
e ci si ritrova immersi in un modo magico, che di Shakespeariano ha il pathos
ma di moderna c'è l'energia dei nostri ragazzi.
E dopo novanta minuti di tradimenti, lotte di potere e
combattimenti a suon di revolver, tutto si scioglie nell'attimo in cui le luci
si abbassano e il silenzio si trasforma in applauso.
La loro gioia la vedi nel dopo cena quando, ammirati,
assaggiano ciò che di buono la nostra terra offre, mentre noi ancora estasiati,
riviviamo la bellezza vissuta pochi attimi fa.
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